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La ricerca di Nerviano Medical Sciences sulla genetica ematologica: identificati un possibile nuovo approccio terapeutico per il trattamento delle emoglobinopatie e nuovi target per la cura delle leucemie mieloidi.

Nerviano, 8 giugno 2015 - Nerviano Medical Sciences ha collaborato come ‘industrial partner’ ad un progetto internazionale di ricerca e alta formazione sostenuto dal competitivo e prestigioso programma Marie Skłodowska-Curie Actions, che ha visto il coordinamento dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

L’iniziativa HEM_ID “HEMatopoietic cell IDentity: genetic and epigenetic regulation in normal and malignant hematopoiesis” ha coinvolto, in 3 anni di intensa attività, 7 paesi europei, 13 gruppi di ricerca accademici tra i più rappresentativi e 12 fellows provenienti anche da India e Usa.

Il Centro di Ricerca nervianese ha messo a disposizione dell’intero network di ricerca la propria piattaforma tecnologica e l’ampio know how di innovazione in oncologia e nei trattamenti personalizzati.

 

“Grazie a questo progetto – commenta il dr. Fabio Gasparri, Head of Cell Assay Technologies di Nerviano Medical Sciences - abbiamo generato un saggio cellulare esclusivo che ci ha permesso di individuare nuovi promettenti composti che potrebbero costituire la base per lo sviluppo di terapie innovative per beta emoglobinopatie, che costituiscono un serio problema sanitario su scala mondiale.”

“Inoltre, le attività di ricerca
- aggiunge il ricercatore - hanno lavorato parallelamente su un doppio binario e ci hanno permesso di identificare alcuni geni coinvolti nel controllo della proliferazione cellulare che rappresentano - ora per tutta la comunità scientifica - nuovi e finora mai indagati target per potenziali trattamenti oncoematologici, in particolare per le leucemie mieloidi.”

Il contributo del progetto, nato a fine 2011 e in prosecuzione fino a ottobre di quest’anno, è quindi nell’elevato apporto culturale alla conoscenza scientifica ma anche nell’esclusiva opportunità di alta formazione. Sono stati selezionati a livello mondiale i profili di 12 giovani ricercatori che hanno potuto lavorare attivamente sulle ricerche e, contemporaneamente, conseguire un dottorato di ricerca.

Già parte del Settimo Programma Quadro promosso dall’Agenzia Europea per la Ricerca, questo progetto rappresenta un ‘best case’ di collaborazione tra l’industria privata e quotate università e istituti di ricerca europei, presentato anche nel recente evento Marie Skłodowska-Curie “Bridging Business and Research” proprio con l’obiettivo di condividere e stimolare queste partnerships di valore.

I fattori di successo dell’intero progetto sono stati la forte integrazione, la piena complementarietà di attività e di competenze e il comune mutuo interesse di tutti i soggetti coinvolti a livello internazionale.

 
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